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Frequently Asked Questions

 

Perche' l'uomo e' fruttariano?

Perche' essere vegani?

Cosa c'e' di speciale in frutta e verdura?

Cosa rivelano i colori di frutta e verdura?

Perche' evitare la carne?

Perche' evitare latte e latticini?

Perche' tendere al crudismo?

Qual'e' il reale fabbisogno proteico?

Quanto e' importante la respirazione?

E' vero che molte persone sono carenti di ferro?

Quali sono le necessita' di vitamine del gruppo B?

Vitamine sintetiche ed integratori: e' necessaria la loro assunzione?

Se l'influenza non esiste allora cos'e'?

E' vero che batteri e virus non causano le malattie?

Quali sono le cause del diabete? Come si cura?

Qual'e' la causa principale dell'osteoporosi?

Come si spiegano le malattie esantematiche?

Quali sostanze vengono messe sotto accusa dai ricercatori?

 

11 punti per cui l’uomo è evidentemente un fruttariano

1) L’uomo è fruttariano perché privo di sufficienti acidi gastrici per disintegrare le proteine animali (10 volte meno acido cloridrico dei cani e dei gatti nel proprio stomaco).

2) L’uomo è fruttariano perché il suo sangue è alcalino 7.30-7.50, e non acido 6.0-7.0 come nei cani e nei gatti.

3) L’uomo è fruttariano perché privo di enzima uricasi per disgregare i 28 grammi di acidi urici regalati da ogni kg di proteine animali (mentre cani e gatti abbondano di tale enzima).

4) L’uomo è fruttariano perché il latte materno umano ha la stessa percentuale proteica della frutta.

5) L’uomo è fruttariano perché dotato di un sistema gastrointestinale oblungo, stretto, spugnoso, pieno di curve e di risalite, la peggior cosa possibile per un pasto carneo (mentre cani e gatti hanno un intestino corto, tozzo e liscio per una rapida digestione ed espulsione delle sostanze putrescenti).

6) L’uomo è fruttariano perché i cibi alcalini in partenza (carni e latticini) rilasciano ceneri acide che acidificano pesantemente il sistema (negli animali carnivori ciò non accade grazie al sangue acido dei medesimi). L’acidificazione scatta già a 30 grammi di proteine, quota minima che ogni mangiatore di frutta, anche di sola anguria mangiata a sazietà, è in grado di superare.

7) L’uomo è fruttariano perché il suo sistema immunitario è fruttariano (e accoglie i pasti carnei come nemici invasori, e con pesanti reazioni leucocitiche, come dimostrato da Kouchakoff).

8 ) L’uomo è fruttariano perché dotato di mandibole mobili lateralmente, tipiche del frantumatore di frutta e di semi, mentre nei carnivori le mandibole sono fisse, adatte a strappare le carni alle vittime.

9) L’uomo è fruttariano perché il solo cibo completo e libero da effetti collaterali ammalanti rimane il succo zuccherino vitaminizzato, mineralizzato, enzimizzato, elettrizzato dalla fotosintesi e dall’energia solare.

10) L’uomo è fruttariano perché ogni esperimento di tipo vibrazionale (vedi André Simoneton) indica che solo la frutta raggiunge gli '8000-10000' Angstrom dell’infrarosso, di massima salute e vivificazione, mentre dalle patate-legumi-cereali poco-cotti alla verdura cruda si rimane sulle quote alte '6500-7500' con colore arancio e rosso, e mentre le carni stanno sui valori bassi dei 3000 e meno, su colori ammalanti e derubanti del grigio e dei raggi X.

11) L’uomo è fruttariano perché nessuno sarebbe normalmente capace di accoltellare una creatura innocente a sangue freddo, mentre sta sulle sue senza fargli alcun male.

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Perche' essere vegani?

Ecco un vademecum sulla necessità per ogni uomo della Terra di diventare vegano, per la sua stessa salvezza ed anche per quella del pianeta nell’assieme.

RAGIONE 1 (meno patologie e salubre longevità)
I vegetariani vivono 7 anni di più, e i vegani 15 anni di più in media, rispetto ai mangiatori di carne, secondo un aggiornato studio condotto alla Loma Linda University. Queste cifre e queste statistiche vengono confermate e sponsorizzate pure dal China Health Project, il maggiore esperimento settoriale mai realizzato nella storia umana. Il test ha dimostrato come i cinesi che mangiano minori quantitativi di proteine animali hanno di gran lunga il più basso rischio di cancro, cardiopatie ed altre malattie degenerative del fegato, dei reni e dell’intestino.

RAGIONE 2 (risparmio cardiaco)
Il veganismo ti risparmia il cuore. L’infarto è tuttora il killer numero uno in USA, e la SAD (Standard American Diet) è satura di grasso e colesterolo, apportato da carni e latticini in incredibile sovrabbondanza.

RAGIONE 3 (risparmio economico)
Rimpiazzando carne, pollo e pesce con frutta e vegetali, fai un taglio netto alla spesa alimentare.

RAGIONE 4 (protezione da cancro alla prostata, al colon e alla pelle)
Studi fatti al German Cancer Institute di Heidelberg-Germania hanno rilevato che il sistema immunitario dei vegani è più efficiente nell’eliminare le cellule tumorali rispetto ai carnivori. La ricerca ha provato comunque che una dieta basata sui vegetali protegge dal cancro alla prostata, al colon e alla pelle.

RAGIONE 5 (i colori vivi aiutano il sitema immunitario a prevenire le patologie gravi)
Carne, pollo e pesce tendono ai pallidi e smorti colori del marrone, del grigio e del beige, mentre frutta e vegetali esaltano tutti i colori dell’arcobaleno. Le preziose sostanze fitochimiche dei prodotti naturali evidenziano le più intense e variegate tinte. Alimentarsi coi colori della natura significa caricarsi di sostanze che stimolano l’immunità e prevengono le patologie.

RAGIONE 6 (magrezza e salute)
Tornerete a usare i vecchi jeans. La media dei vegani è più snella grazie alle proteine vegetali, assai meno caloriche delle proteine della dieta standard SAD.
I vegani non cadono nella trappola dell’obesità, del diabete, della cardiopatia, dell’infarto.

RAGIONE 7 (progressiva detossificazione del sistema)
Troncando con la carne eliminerai dal corpo le tossine che sovraccaricano il sistema causando patologie a raffica (vedi tossine chimiche che gli animali ricevono 100 volte più intensamente rispetto ai vegetali). Fatto quel primo passo si avvia un processo di detossificazione dalla vecchia dieta, sostituita con frutta, vegetali, germogli, semini, spremute e centrifugati di radici e tuberi.

RAGIONE 8 (bellezza filosofica di pasti innocenti e privi di sofferenza)
La tua scelta avrà un grosso impatto politico e filosofico in te stesso. E’ fantastico terminare un pasto delizioso e profumato sapendo che nessuno ha sofferto in esso e per esso.

RAGIONE 9 (una parata continua di fragranza, colori, gusti e sensazioni)
I vegetali sono infinitamente interessanti sia crudi che leggermente cucinati, e rappresentano una deliziosità per il palato e per la digestione. Una parata continua di fragranza e di colori, di gusti e di sensazioni.

RAGIONE 10 (riduzione sprechi e riduzione inquinamento terrestre ed atmosferico)
Gli allevamenti creano quantità fenomenali di rifiuti organici, tonnellate di letame e di sostanze tra le più inquinanti classificate dall’EPA (Environment Protection Agency). Questo senza contare il gas metano rilasciato, responsabile dell’effetto serra, i gas ammoniacali delle urine e i gas mortali ed irrespirabili emanati dai laghi di liquidi neri tossici che si formano intorno ai maxi-allevamenti, e dai laghi oleosi di sangue e fango, nonché dalle montagne di scheletri accumulati nei dintorni dei mega-macelli.

RAGIONE 11 (salverai le tue ossa col calcio organicato giusto)
La perdita ossea di una donna vegan a 65 anni è del 18%, mentre, per la carnivora è almeno il doppio. L’eccesso proteico interferisce con l’assorbimento di calcio che viene espulso creando da un lato osteoporosi e dall’altro calcificazioni improprie. Le proteine animali, inclusi latte e latticini, costringono inevitabilmente il corpo a scaricare osseina come tampone antiacido. I vegani possono contare sulle foglie verdi-scure dei broccoli, dei cavoli e dei legumi che, a parità di calorie animali, rappresentano fonti superiori di calcio organicato.

RAGIONE 12 (renderai la terra produttiva e razionale)
Servono 8 kg di mangime per ottenere mezzo chilo di carne. Dando direttamente il cereale all’uomo riusciamo a sfamare il mondo intero Usare la terra per l’allevamento è un sistema inefficiente che impedisce la razionalizzazione e la massimizzazione delle risorse. Per la rivista Soil and Water, in un acro (5000 mq o mezzo ettaro circa) puoi produrre 25000 kg di pomodori, o 20000 kg di patate, o 15000 kg di carote, o 125 kg di carne bovina.

RAGIONE 13 (ti libererai dai pesticidi e dai metalli pesanti del pesce)
L’EPA (ente protezione ambientale) calcola che il 95% dei pestici nella dieta media arriva dal pesce e dai latticini. Il pesce in particolare contiene prodotti cancerogeni (PCB e DDT) e pericolosi metalli pesanti (mercurio, arsenico, piombo, cadmio) che non si rimuovono nè con la refrigerazione né con la cottura. Carne e latticini sono pure intrisi di steroidi e ormoni.

RAGIONE 14 (ti proteggerai da gravi patologie cibarie)
Per il Center for Science in the Public Interest, negli USA dove esistono severi standard sul cibo, il 25% di tutto il pollame consumato contiene i batteri della salmonella e, il CDC (Central Disease Control) stima che il 70-90% dei gallinacei contiene il battero campylobacter (antibiotico-resistente), e che il 5% delle mucche contiene il famigerato E coli 0157:H7 (causa di cancro intrattabile e morte), e che il 30% dei maiali macellati ogni anno sono infetti da toxoplasmosi (causa di parassiti intestinali).

RAGIONE 15 (ti libererai dai mali di schiena)
Il mal di schiena cronico comincia non nella schiena ma nelle arterie. La degenerazione del disco porta allo schiacciamento dei nervi. Con una dieta vegana le arterie, libere dal colesterolo, mantengono la schiena scattante, flessibile e sana.

RAGIONE 16 (con più fibre acquisirai un regolare metabolismo)
Consumando prodotti vegetali consumerai preziose fibre che aiutano la peristalsi intestinale ad evacuare regolarmente l’intestino. La carne non contiene fibra. Studi condotti ad Harvard e al Brigham Women’s Hospital, hanno evidenziato che i consumatori di fibre naturali hanno il 42% minor rischio di soffrire per diverticolite, ileite e rettocolite.
Mangiando leggero e fibroso non soffrirai di costipazione, stitichezza, colon spastico ed emorroidi.

RAGIONE 17 (non più vampate di calore per le donne)
Vegetali, cereali e legumi, contengono fitoestrogeni che bilanciano gli ormoni fluttuanti.
Così le donne vegan superano la menopausa con minori lamentele di insonnia, di vampate di calore, di fatica, di depressione, di cambiamenti umorali, di obesità, di perdita di sex drive o voglia di farlo.

RAGIONE 18 (aiuterai il bilancio statale)
Ogni stato spende enormi somme per trattare cardiopatie, cancro, obesità, avvelenamento cibi, tutte conseguenze specifiche e tipiche di una dieta a base di proteine animali.

RAGIONE 19 (conserverai la fauna acquatica)
Per colpa del nostro vorace e deviato appetito, il 39% di tutte le specie marine è sottoposto a super-sfruttamento.
La FAO ha dichiarato che 11 dei 15 maggiori bacini marini sono sulla lista delle aree pericolanti con specie a rischio di estinzione.

RAGIONE 20 (incrementerai la purezza delle falde acquifere)
Servono 2500 galloni (115 ettolitri) di acqua per produrre mezzo chilo di carne di montone, ma soltanto 1 ettolitro per produrre mezzo chilo di frumento.
La differenza è enorme ed implica dispersione di risorse e pesante inquinamento delle falde acquifere.

RAGIONE 21 (sarai modello e buon esempio per i tuoi figli)
Procurare cibo vegano per te e i tuoi figli li farà vivere meglio, più felici, più sani e più longevi.
Allargherai pure il mercato del cibo vegano, rendendolo più popolare, più ricco e più economico.

RAGIONE 22 (diventare vegani è estremamente semplice e facile)
La causa vegana non è mai stata così alla portata di mano di tutti, ed è semplicissima da attuarsi.
Serve molto meno cuocere e molto meno tempo dietro i fornelli a truccare, distruggere, modificare e devitalizzare le sostanze naturali.
La bontà e la digeribilità dei cibi vegani è semplicemente insuperabile.

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I componenti speciali che rendono magiche ed eccezionali la frutta e la verdura

1) L’ACQUA BIOLOGICA DISTILLATA, che rappresenta il 70-90% del peso dei vegetali (e che rispetta alla perfezione la composizione acquea del corpo umano, pure attestata sul 70%).

2) I CIBO-ENZIMI o VITALIE o BIOCATALIZZATORI, che permettono l’auto-digestione dei vegetali crudi a costo digestivo-energetico zero.

3) Le VITAMINE NATURALI, piccole molecole che consentono lo svolgimento delle reazioni metaboliche, e che sono dotate di poteri anti-acidificanti, anti-ossidanti, e di contrasto all’invecchiamento cellulare.

4) I MINERALI ORGANICATI NATURALMENTE, che mantengono forte e flessibile lo scheletro, permettono la trasmissione degli impulsi nervosi e la contrazione muscolare.

5) Il SALE NATURALE (cloruro di sodio), che si trova abbondante nel sedano crudo e nella rucola e nel crescione, e che è sale perfetto ed assimilabile, al contrario del velenoso e micidiale sale da cucina.

6) Lo ZUCCHERO NATURALE, che si trova nei succhi zuccherini freschi, perfetto ed assimilabile per tutti, sostanza chiave per la salute e la magrezza, al contrario dei velenosi e micidiali dolcificanti tipo lo zucchero confezionato o saccarosio, o peggio ancora la saccarina e l’aspartame.

7) Le FIBRE, che regolarizzano il transito intestinale, aumentano il senso di sazietà e riducono l’assorbimento eccessivo di grassi e di zuccheri.

8) Le PROTEINE VEGETALI assimilabili e commisurate al basso-proteico fabbisogno umano.

9) Gli ACIDI GRASSI POLINSATURI (Omega3 ed Omega6) VEGETALI, derivanti da PG o prostaglandine positive di tipo I e III, ottime ed assimilabili, in antitesi alle PG di pesce e carne

(di tipo II-negativo, pesanti e dannose, ed aggravate dalla cottura che trasforma la parte lipida in creatine scassa-fegato).

10) Gli ORMONI VEGETALI, tipo le insuline e le inuline, regolatrici dell’assorbimento zuccheri, e contrastatrici naturali del diabete, e tipo gli auxoni, o fattori di crescita.

11) I FITOCHIMICI (o nutraceuti), che costituiscono la scoperta più interessante e decisiva per tutti, e che diventeranno necessariamente la base di ogni discorso dietetico serio, d’ora in avanti.
Queste molecole, che si trovano esclusivamente nella frutta e nella verdura e da nessuna altra parte, sono dotate di sorprendenti qualità benefiche che vengono rivelate esternamente da colori e toni e fragranze, e svolgono potenti azioni protettive sui vari organi interni del nostro corpo.
Ciascun vegetale contiene uno o più fitochimici che, insieme a vitamine-minerali-oligoelementi, agiscono in modo sinergico, potenziando al massimo le proprie virtù salutari.

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Cosa rivelano i colori di frutta e verdura?

Il colore di frutta e verdura e' dato dai fitochimici.
Queste molecole, che si trovano esclusivamente nella frutta e nella verdura e da nessuna altra parte, sono dotate di sorprendenti qualità benefiche che vengono rivelate esternamente da colori e toni e fragranze, e svolgono potenti azioni protettive sui vari organi interni del nostro corpo.
Ciascun vegetale contiene uno o più fitochimici che, insieme a vitamine-minerali-oligoelementi, agiscono in modo sinergico, potenziando al massimo le proprie virtù salutari.

I fitochimici rossi, carichi di licopene e antocianine

Si trovano ovviamente in tutti i frutti e le verdure colorate di rosso, tipo anguria, arance rosse, pesche noci rosse, ciliegie, fragole, ravanelli, bietole rosse, erbette, pomodori, peperoni rossi, insalate rosse, uva rossa, ribes rosso, more di gelso rosse, uva spina rossa, mele rosse, melograni, e sono caratterizzati dalla presenza di due nutraceuti dotati di potente azione antiossidante: il licopene e le antocianine.
Il licopene è un carotenoide in grado di contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi, e protegge in particolare dal tumore della mammella e di quello dell’ovaio nelle donne, e dal tumore della prostata e dei testicoli nei maschi.
I pomodori sono la fonte più importante di licopene e pare, almeno in questo caso, che una leggera cottura con aggiunta di olio di oliva renda la molecola addirittura più biodisponibile (sempre restando però i danni notevoli del calore a vitamine ed enzimi).
Tra i frutti, l’anguria è quella che ne contiene di più, seguita dalle fragole, dal ribes rosso, dal mirtillo rosso, dall’uva asinina, dai lamponi, dalle ciliegie, dalle uve rosse, dal dragon fruit rosso.
Inserendo queste sostanze nella propria dieta l’uomo si garantisce un rallentamento dell’invecchiamento cutaneo, una protezione dalla cataratta e dalle patologie neurovegetative (vedi Parkinson ed Alzheimer).
Le antocianine sono le molecole che danno il colore rosso a frutta e verdura.
Sono indispensabili per contrastare la fragilità capillare, nella prevenzione dell’aterosclerosi e per il miglioramento della funzione visiva.
Le arance rosse si distinguono per il loro elevato contenuto di antociani, ma anche di vitamina C, nota per le sue qualità antiossidanti, immunostimolanti e cicatrizzanti.

I fitochimici giallo/arancio, carichi di carotenoidi e flavonoidi

Si trovano nei frutti e nelle verdure gialle tipo albicocche, arance gialle, cachi, mandaranci, limoni, nespole,
uva ribes gialla, kiwi golden, meloni, zucche, zucchine gialle, carote, peperoni gialli, pompelmi, pesche, uve paglierine, lampone giallo, mango, durian, more di gelso gialle, uva spina gialla, pescocche, mele cotogne, pere, banane, ananas, papaia, datteri.
I fitochimici più rappresentativi di questo gruppo sono i carotenoidi e i flavonoidi.
I primi vengono assorbiti insieme ai grassi alimentari, proteggono le cellule dai radicali liberi, si accumulano nelle cellule epiteliali e, se consumati in grandi quantità, conferiscono alla cute una tipica sfumatura giallo-arancione.
I secondi esercitano la loro attività antiossidante prevalentemente a livello intestinale, dove neutralizzano la formazione di radicali liberi.
L’arancia, il limone e il peperone giallo sono molto ricchi di vitamina C che, in sinergia con questo gruppo, stimola la riparazione tissutale, svolge attività antiossidante ed aumenta l’assorbimento intestinale del ferro.

I fitochimici verdi, carichi di clorofilla, carotenoidi e acido folico

Si trovano nei frutti e nelle verdure verdi tipo kiwi, uva verde, fico verde, mela verde, uva spina verde, susine verdi, agretti, asparagi, basilico, bieta, broccolo, cavolo, cappuccio, cetriolo, cicoria, cime di rapa, indivia, lattuga, prezzemolo, rucola, tarassaco, spinaci, zucchina verde, cime di vite, asparagi di luppolo, asparagi di pungitopo, peperoni verdi, fagiolini verdi, piselli, germogli alfa-alfa, trifoglio, selene, valeriana, carciofi.
I fitochimici più rappresentativi del gruppo sono la clorofilla, i carotenoidi e l’acido folico.
La clorofilla è responsabile del colore verde, è solubile nei grassi e possiede proprietà antiossidanti, astringenti e cicatrizzanti.
Inoltre riduce i flussi mestruali sovrabbondanti e aiuta a controllare l’odore acre del sudore e delle urine.
Insieme ai carotenoidi, previene la perossidazione lipidica e riduce il rischio di sviluppare coronaropatie.
L’acido folico (o vitamina B9) migliora l’attività del sistema nervoso, protegge dall’anemia e dai tumori, e fa pure da alternativa e da integrazione alla vitamina B12.
Broccoli, prezzemolo, spinaci e kiwi presentano pure un buon contenuto di vitamina C, che assolve sempre compiti fondamentali.

I fitochimici blu/viola, carichi di antocianine, carotenoidi, beta-carotene e resveratrolo

Si trovano nei frutti e nelle verdure blu/viola, come il lampone blu, il fico scuro, il mirtillo la mora di rovo, la mora di gelso scura, il ribes nero, la prugna, l’uva nera, i radicchi scuri, la melanzana, il peperone viola.
I fitochimici più importanti del gruppo sono le antocianine, i carotenoidi, il beta-carotene ed il resveratrolo, tutti accompagnati da abbondante vitamina C, da potassio e magnesio, nonché da molta fibra solubile.
Le antocianine svolgono attività antiossidante, diminuiscono la fragilità capillare e l’aggregazione piastrinica.
I carotenoidi riducono il rischio di sviluppare tumore, rallentano l’invecchiamento cutaneo e proteggono da ictus e infarto.
Il beta-carotene migliora la visione, stimola il sistema immunitario e facilita l’abbronzatura.
Il resveratrolo è il fitochimico di più recente scoperta e si trova abbondante nell’uva nera, soprattutto nei vitigni autoctoni (come l’uva baccò friulana).
Per le sue spiccate proprietà antiossidanti è in grado di ridurre l’incidenza di infarti e ictus.
Nei frutti di bosco e nel radicchio scuro sono contenute le maggiori quantità di vitamina C, che, associata a questi nutraceuti, diventa protettrice di vene, capillari e delle vie urinarie.
Buone quantità di potassio sono contenute nel radicchio, nei fichi, nel ribes, nelle more e nelle prugne, il cui consumo è associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari e di ipertensione arteriosa.
Le melanzane invece sono ricchissime di magnesio e rappresentano le verdure meno caloriche del gruppo.
Tutti gli alimenti blu/viola sono caratterizzati da un elevato quantitativo di fibra solubile che regola l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri semplici e favorisce lo sviluppo della flora batterica intestinale.

I fitochimici bianchi, carichi di quercitina, isotiocianati, flavonoli, flavoni e catechine

Si trovano nei frutti e nelle verdure a pasta bianca, tipo mela, pera, noce di cocco, rambutan, longan, dragon-fruit, aglio, cipolla bianca, cavolfiore, porro, finocchio, fungo, sedano bianco, patata, patata dolce, castagna, topinambur.
I fitochimici qui più importanti sono la quercitina, gli isotiocianati, i flavonoli, i flavoni e le catechine.
La quercitina è sostanza antiossidante ed antiallergica, molto attiva nella prevenzione dei tumori.
Gli isotiocianati sono invece utili nella prevenzione dell’invecchiamento cellulare.
I flavonoidi (flavonoli, catechine e flavoni) sono potenti antiossidanti e protettori dell’attività polmonare.
Le cipolle sono i vegetali più ricchi di quercitina e, grazie al loro contenuto di flavonoidi, contrastano la perdita di calcio dalle ossa (osteoporosi).
Aglio e porri si distinguono per la presenza di allisolfuro che fluidifica il sangue e protegge l’organismo dagli eventi trombo-embolici.
Il selenio, oligoelemento ben rappresentato nei funghi, previene l’ipertensione arteriosa, l’anemia e numerose forme di tumore.

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Perche' evitare la carne?

a) Mangiare carne significa far parte di una procedura criminale. Ognuno deve rendersi conto che non sta mangiando un cibo qualsiasi ma sta commettendo un'azione criminosa, anche se non perseguibile dalla legge, e che non ci sono alibi o scusanti di sorta a sua difesa.

b) La carne è impregnata di sostanze biologiche di scarto, derivanti dalla disgregazione batterica. In ogni porzione di carne c'è persino una consistente percentuale di urina.

c) La carne contiene un elenco impressionante di contaminanti, incluso erbicidi, pesticidi, fungicidi, antibiotici, vermifughi, ormoni stimolanti della crescita. Per non citare i nitriti cancerogeni. E non c'è modo di pelare la carne o di ispezionarne o capirne il contenuto.

d) La carne è carica di ormoni femminili e può rendere i maschi impotenti, danneggiando persino la crescita e lo sviluppo della futura prole. La carne accoppiata al vino è una delle mescole più devirilizzanti e demascolinizzanti che si conosca, in barba agli accoppiamenti ideali e fantasiosi che i sommelier suggeriscono con stili aulici e grandi teatralità alle rubriche televisive sul saper mangiare e bere.

e) La carne è satura di grasso e colesterolo, che intasano le arterie e sovraccaricano il fegato, ostruiscono la cistifellea, irritano il colon e moltiplicano il rischio di attacco cardiaco e infarto. Da notare che la carne cosiddetta magra prende il 59% delle sue calorie dai grassi.

f) La carne ha un contenuto eccessivo di proteine. L'eccesso di proteine della carne danneggia i reni, demineralizza le ossa, acidifica il sangue, accelera l'orologio biologico e pertanto invecchia, e stimola processi cancerogeni in tutto il corpo.

g) La carne sviluppa odori spiacevoli all'interno e all'esterno del corpo.

h) Una bistecca alla griglia contiene la cancerogenica benzopirene, in quantità equivalente al fumo diretto di 600 sigarette.

i) La carne non ti rende affatto forte. Il ruminante toro mangia solo erba, ma il suo scheletro non è meno robusto di quello delle belve carnivore. Per non dire dell'elefante, del rinoceronte, dell'ippopotamo, del gorilla, della giraffa, tutti rigorosamente vegetariani-fruttariani. Come dire che è l'erba e non la carne a rendere forte e resistente un organismo.

l) Nelle emergenze i vegetariani sopravvivono meglio. Ad esempio nei naufragi, nei campi di prigionia, in emergenze di ogni tipo, i vegetariani sono sempre in maggioranza tra i superstiti.

m) Negli sport i vegetariani primeggiano. Dietro le migliori imprese sportive e i record olimpici predominano scelte dietologiche di tipo vegetariano. Le proteine cosiddette nobili sono dure da mandar giù, e sono pessime come carburante energetico.

n) La carne è molto carente in micronutrienti. La carne è tutto sommato molto carente in vitamine, zuccheri, sali minerali, potere energetico.

o) La carne è un non-cibo, cioè un cibo non commisurato all'uomo, il cui intestino è lungo e sviluppato, adatto alla digestione-assimilazione dei cibi vegetali, mentre l'intestino degli animali carnivori è supercorto e tozzo e carico di acido, al fine di permettere una rapida espulsione della carne ingerita. Tutte le proteine necessarie alla vita, nessuna esclusa, si trovano comunque nei vegetali. Pertanto chi si nutre di carne lo fa solo per criminale sfizio, non certo per esigenza fisica.

p) Se la carne fa male ai sani, figurarsi agli ammalati, che hanno un potere digestivo ultraridotto. La peggiore pozione per sani e malati risultano essere tutti i tipi di brodi animali, per decenni usati e raccomandati negli ospedali. Non nutrono e in aggiunta tolgono quel po' di appetito che rimane nelle situazioni di emergenza.

q) I vegetariani sono di gran lunga più sani dei carnivori.
Il cancro fra i Mormoni è del 50% inferiore alla media nazionale americana. Le cardiopatie tra i monaci buddisti zen della Corea, vegetariani e abituati ai pasti frugali, non esistono. Gli ultracentenari del Caucaso, del Kashmir (i mitici Hunza), dell'Ecuador (i Vilacamba) confermano, in modo incontestabile, la superiorità e i vantaggi concreti di chi mangia come dio comanda. Scozzesi, finlandesi e lapponi hanno al contrario diete molto grasse e vantano per così dire il più alto tasso di mortalità per cancro intestinale e malattie di cuore, nonché per invecchiamento precoce.

Alimentazione naturale
Valdo Vaccaro
Anima Edizioni

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Perche' evitare latte e latticini?

a) Il latte di mucca può essere considerato carne liquida o sangue bianco. Un sangue bianco pressato dalle mammelle della mucca.

b) Il latte di mucca è disegnato e destinato dalla natura ad allattare i bambini della mucca. È cibo destinato ai lattanti, ai vitellini. Non è cibo per i manzetti, già svezzati, figurarsi per gli umani che non sono figli della mucca e che non sono più dei lattanti.

c) Il latte di mucca è troppo ricco, troppo grasso, troppo proteico, troppo colesterolizzato e troppo colloso o caseinizzato. L'eccesso di grasso e di proteine, già di per sé, è una disgrazia per il corpo umano.

d) Il latte di mucca è il più allergenico cibo conosciuto. Contiene oltre un centinaio di diversi fattori di allergia.

e) Il latte di mucca è causa di problemi digestivi per gli umani che sono sprovvisti dell'enzima lactase. L'enzima lactase serve a demolire il lattosio, che è lo zucchero del latte. Il latte causa gas, crampi, costipazione.

f) Il lattosio indemolito si trasforma in galattosio e causa cataratta.

g) Il latte di mucca contiene l'ormone prolattina stimolatore di crescite cancerogene al seno femminile.

h) Il latte di mucca è ricettacolo dei peggiori inquinanti incluso le sostanze radioattive come stronzio 90 e iodina 121.

i ) Il latte di mucca ha legami inquietanti con malattie gravi. Le statistiche confermano che i paesi maggiori consumatori hanno l'incidenza più alta di sclerosi, cancro, artrite, cardiopatia, diabete.

l) Il latte di mucca è anemizzante. Il latte è il cibo dell'anemia, poiché carente in ferro.

m) Il formaggio contiene 10 volte più grasso del latte, ed è un grasso perossidato, carico di radicali liberi. I radicali liberi sono tra l'altro fattore di invecchiamento precoce.

n) Non esiste nessun tipo di latte al mondo che faccia bene agli adulti. L'unico latte ottimo è quello di ogni mamma per il suo bimbo lattante, e quello di ogni mamma mucca per il suo cucciolo vitellino. Questa non è una opinione ma la logica stringente e chiara della natura.

o) Tutti i difetti del latte stanno purtroppo anche nei gelati comuni.
Persino i gelati, delizia apparentemente rinfrescante del palato, tentazione autentica e irresistibile per grandi e piccini, contiene tutti i gravi difetti del latte, ed ha in più dolcificanti industriali. I gelati in confezione sono sostanze altamente chemicalizzate con solventi, stabilizzatori, emulsionanti, conservanti, coloranti, sapidificanti. Non c'è abbastanza posto sulle etichette per completare l'elenco degli ingredienti a rischio. Si parla anche di uso comune del grasso di balena. Il gelato, come il latte, è ricettacolo di sostanze radioattive e contaminanti. Trattasi di un prodotto molto lavorato e raffinato, totalmente privo di fibre. Toglie l'appetito (il che è grave per le cellule rimaste a secco), e nel contempo fa venire molta sete. E causa di costipazione, diverticolite, emorroidi.

Alimentazione naturale
Valdo Vaccaro
Anima Edizioni

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Perche' tendere al crudismo?

a) I leucociti, ossia i globuli bianchi, scattano, si allarmano e si moltiplicano ogni qualvolta consumiamo un pasto a base di proteine animali o un pasto a base di cibi cotti, per cui le digestioni difficili sono equiparabili a una guerra di resistenza ad un invasore creato da noi medesimi con l’alimentazione sballata. Nessun processo patologico di leucocitosi accade invece in pasti basati su frutta e verdura crude, come dimostrato dai famosi test di Kouchakoff (Primo Congresso Mondiale di Microbiologia a Parigi, 1930). Kouchakoff divise le persone testate in tre gruppi, uno vegano-crudista, uno latte-ovo-vegetariano e uno onnivoro-carnivorista. Prese a ogni persona una provetta di sangue prima del rispettivo pranzo (vegano o vegetariano od onnivoro), e dopo il rispettivo pranzo in fase digestiva.
Mentre all’inizio tutti i tre gruppi stavano sui livelli normali di leucocitosi, con un livello di 6000-7000
leucociti per mmc di sangue, nella fase postprandiale le differenze apparivano addirittura enormi.
Il gruppo vegano restava sui 6000, quello vegetariano saliva a 12-14000 e quello onnivoro toccava addirittura i 20000-22000 leucociti, triplicando la quota di partenza.
b) I food enzymes (che da noi vengono tradotti in vitalie), sostanze apparentemente impalpabili ma di enorme importanza, sono catalizzatori biologici magnetizzati, e si possono trovare solo all’interno dei cibi naturali vivi, non trattati e non cotti, come la frutta e i vegetali.
Mangiare crudo significa ottenere dal cibo calorie gratuite, a costo digestivo-assimilativo zero.
I cibi crudi, grazie agli enzimi, si auto-digeriscono, e i nostri organi interni possono rilassarsi e andare quasi in vacanza.
Purtroppo, ogni qualvolta scaldiamo un cibo, dalla modesta temperatura di 60° C in su, tutti gli enzimi, come per magia negativa, vengono distrutti e scompaiono, per cui tale cibo diventa morto e devitalizzato.
E ciò costringe l’organismo a produrre enzimi organici interni per risolvere le impegnative funzioni digestive-assimilative attinenti a questi cibi ormai smagnetizzati e deattivati dalla cottura.
Il nostro corpo soffre e si stressa, i nostri organi interni si ingrossano, si dilatano e si ipertrofizzano, nel produrre nuovi enzimi (in particolare ciò succede a stomaco, fegato e pancreas), perché la natura non aveva previsto affatto questo ricorso sistematico a cibi cotti innaturali, e aveva inquadrato il prelevamento enzimatico nell’ambito delle operazioni straordinarie e di emergenza riservate al sistema immunitario.
c) I minerali buoni, pazientemente organicati dalle piante, vengono ritrasformati in composti inorganici di scarsissima utilizzazione, e anche le vitamine vengono distrutte dal processo di cottura.

Ogni alimento cotto, entra in bocca privo di enzimi, privo di vitamine, privo di minerali organicati, privo di Omega-3 naturali, poco importa quanti micronutrienti avesse in origine.
Tale alimento, giunto nello stomaco, avendo bisogno di micronutrienti per la fase digestiva-assimilativa e non possedendoli più, fa scatenare una emergenza immunitaria, e un richiamo urgente di micronutrienti da qualunque parte si trovino nel corpo.

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Qual’e’ il reale fabbisogno proteico?

Prima cosa, siamo esseri fruttariani per 100 e passa motivi precisi ed inequivocabili. E quindi siamo disegnati per un apporto proteico minimo, che corrisponde poi a quello che sta contenuto nella frutta e nelle verdure crude. Il bello è che, anche quelle poche proteine richieste, non devono arrivare per forza dalle proteine. Perché carne non fa carne, latte non fa latte. Basta guardare dove la mucca cerca il latte e dove il possente toro cerca lo sperma (nel verde ciuffo d’erba).

Controprove a tutto campo

La controprova arriva non solo dal fatto che ci manca nello stomaco l’acido cloridrico concentrato per disgregare il guscio proteico e trasformare le proteine in assimilabili aminoacidi (gli animali onnivori hanno 10 volte più acido cloridrico di noi).
La controprova arriva non solo dal fatto che abbiamo un lungo, spugnoso e complesso intestino, inadatto alle proteine e ideale per i carboidrati vivi, per i fitonutrienti e per le cellulosa delle verdure.
La controprova arriva anche dallo stesso latte di donna, trasparente e leggero, basso-lipidico e basso-proteico, avente formula quasi identica al succo d’uva e al succo di frutta in genere.

Perdita proteica giornaliera non superiore ai 25 grammi

Seconda cosa, una persona che si alimenta correttamente possiede un attivo riciclaggio in zona colon dove, nel suo caso, le operazioni di ricambio e di riciclaggio si sveltiscono grazie ai tanti batteri aerobici e ai pochi batteri anaerobici (colibatteri), per cui, nei materiali fecali in uscita, si perdono in media 25 grammi di proteine al giorno.

Oltre i 30-35 grammi si va in zona acidificazione

Terza cosa, si è appreso che dai 30-35 grammi di proteine in avanti, si entra nel territorio insidioso e proibito dell’acidificazione del sangue. L’acidificazione, nota bene, è il peggiore insulto che l’uomo possa fare contro se stesso, al pari della leucocitosi.

La quota ideale di apporto proteico rimane quella in auge nella ANHS da oltre 100 anni

Quarta cosa, una qualsiasi dieta vegana, anche casuale e disordinata, o volutamente precaria, ma saziante, soddisfa in pieno il fabbisogno proteico che l’igienismo dichiara da sempre tra gli 11 e i 25 grammi al giorno (11 per l’infante in crescita, 25 per l’adulto in mantenimento).
Tanto per capirci, persino una dieta a base di pesche, anguria e radicchio, più alcune mandorle, coprirebbe ampiamente il fabbisogno richiesto.

Impossibilità di disegnare persino a tavolino una dieta carente in proteine.
Questo dimostra l’infinita malafede della FDA, della NDC e della OMS.

Quinta cosa, la carenza proteica è praticamente impossibile da raggiungere in qualsiasi dieta saziante vegana, vegetariana, onnivora o carnivora. Hanno provato a crearla a tavolino con 100 e più combinazioni minime diverse, senza mai riuscirci.
Basta soddisfare i morsi della fame e, con qualsiasi tipo di dieta, la carenza proteica non subentra, mentre il rischio esiste sempre per le carenze vitaminiche, minerali, enzimatiche ed ormonali.
La carenza proteica si può verificare solo in concomitanza con una grave carenza calorica.
La mediocrità e l’incompetena del nutrizionismo medico mondiale

Sesta e ultima cosa, le tabelle buffonesche e le piramidi alimentari demenziali della FDA, adottate con allegra e irresponsabile disinvoltura dal mondo colonizzato, dagli ospedali colonizzati, dalle Usl colonizzate, dalle scuole colonizzate e dai ministeri colonizzati, sono prova storica e concreta dell’ignoranza e dell’incompetenza della nutrizione mondiale.

Il curriculum proteico della FDA

Negli anni ’70, la filomacellaia e filocasara FDA predicava 300 grammi al giorno di proteine nobili (bistecche a colazione, pranzo, merenda e cena), scandalizzando persino i medici più retrogradi e corrotti.
Negli anni ’80, la FDA fu spinta a più miti consigli e predicò 250 grammi al giorno.
Negli anni ’90, sempre sotto pressione, calò a 200.
Nel 2000, spaventata dall’esperimento di Cambridge, ritoccò a 150.
Nel 2005, fu sollecitata al livello100.
Oggi, tra improperi, moccoli, minacce e recriminazioni, mastica amaro sul livello 75, che è ancora decisamente troppo alto, visto che l’acidificazione del sangue umano scatta già al livello 30-35.

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Quanto e’ importante la respirazione?


Bisogna rieducare la funzione polmonare, visto che la maggior parte della gente, facendo poco movimento, facendo vita sedentaria e malaticcia, stando oggi ore ed ore di fronte al computer, non stimola affatto il ritmo e la profondità respiratoria, per cui ha estremo bisogno di questo correttivo.
Imparare a respirare ci aiuterà a evitare stati d’ansia, di tensione, d’ira, di collera, di paura, tutte alterazioni psicofisiche che si ripercuotono sulla salute e ci impediscono di stare in armonia ed equilibrio col mondo. Quando respiriamo profondamente e tratteniamo il respiro avviene un fenomeno importantissimo.
In quei pochi istanti il sistema nervoso simpatico perde la sua padronanza e il suo predominio, che vengono poi ripresi nella fase di espirazione.
Se proseguiamo col respiro lento, profondo, ritmato, imponiamo il nostro ritmo a tutto l’organismo, riuscendo così a dominare anche le nostre emozioni e i nostri stati d’animo, cosa non da niente in un mondo afflitto da nevrosi e nevrastenia generalizzata.

La tecnica del respiro e della ossigenazione completa

Il famoso ritmo yoga 1-4-2, 2-8-4, 3-12-6 (1 è inspirazione, 4 trattenimento e 2 espirazione), può fare davvero dei miracoli. Provare per credere.
Soprattutto se fatto in concomitanza con benefiche passeggiate. La tecnica da seguire consiste nell’inspirare lentamente fino al riempimento completo dei polmoni, trattenere per qualche istante il respiro per dare modo ai globuli rossi di convogliare l’ossigeno in tutte le direzioni e in tutti i punti del corpo, ed espirare. L’aria espirata, uscendo con una certa pressione, porta con sé residui molecolari in decomposizione, tossine, anidride carbonica e altri veleni.
Due o tre volte al giorno è bene dedicarsi all’aria, che rimane inequivocabilmente il primo nostro alimento;
mattina e sera, e ogni volta che andiamo un po’ in crisi respiratoria, fare una decina di minuti di esercizi respiratori all’aperto.

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E' vero che molte persone sono carenti di ferro?

La ferro-deficienza, o sideropenia, rappresenta la deficienza nutrizionale più comune in molto paesi, con inclusione degli USA e dell’Italia, ma non è quasi mai vera e propria deficienza di ferro o assenza di ferro, quanto piuttosto carenza di capacità assimilativa o presenza di fattori perturbativi

Funzioni del ferro e della ferritina

Il ferro è basilare per la formazione dei globuli rossi.
Quando è ingerito diventa sideremia la quale, oltre certi valori, va ad immagazzinarsi nella ferritina sierica (nel sangue) e poi nella ferritina dei tessuti.
Il valore della ferritina, che ognuno di noi ha, indica dunque la scorta di ferro biodisponibile a disposizione.
Ferritina bassa significa dieta povera, o eccessi di perdite (emorroidi, mestruazioni troppo intense e dispersive nelle donne che hanno eccesso di tossiemia interna), o uso di sostanze incompatibili e ferro-distruttrici (come vitamine sintetiche, integratori minerali incluso quelli ferrici, zuccheri morti, the e caffè, alcol, fumo, farmaci), o uso di diete acidificanti (carne e latte e proteine animali), o consumo di bevande gassate e quindi carbonate, o marcata mancanza di acido cloridrico nello stomaco, o malattia celiaca, o donazioni di sangue improprie, o perdite da operazioni e simili.

Il ferro all’interno del corpo umano

Il ferro circolante nel corpo umano è espresso da tre parametri che sono la sideremia, la transferrinemia e la ferritinemia. Il ferro di deposito sta soprattutto:

1) Nei globuli rossi, sottoforma di emoglobina (2500 mg in tutto).
2) Nei tessuti, sottoforma di mioglobina ed enzimi (300 mg).
3) Nel sistema reticolo-endoteliale (milza-fegato-midollo osseo) sottoforma di ferritina (unico parametro valutabile praticamente a livello ematico) e di emosiderina (forma degradata di ferritina) (100-400 mg nelle donne e 1000 mg nei maschi).
4) Nel sistema cellulare, dove esistono trilioni di cellule elettrochimicamente interrelate, ed ognuna di esse contiene 46 cromosomi, con ogni cromosoma composto da milioni di geni che determinano sesso-altezza-carattere-colore occhi. La moria e il ricambio di cellule è continuo, miliardi al giorno. Se siamo puliti ed efficienti dentro, il corpo ricicla e recupera buona parte del ferro contenuto nelle cellule morte.

Il perfetto sistema anti-anemico vegano

Una dieta vegana fornisce ottimi quantitativi bilanciati di ferro (vedi broccoli, lattuga, cavolini Bruxelles, porro, ravanelli, crescione, carota, carciofo, topinambur, fragole, fichi, rosa canina frutto, ortiche, semi vari di zucca ed anguria, semi di girasole-lino-sesamo-papavero, tutti i tipi di noci).
Si parla anche a sproposito di ferro-emetico animale (o ferro eme), creduto a torto superiore in termini di bio-disponibilità rispetto al ferro-non eme. In realtà, la biodisponilità del ferro non-eme è scarsa solo se manca il contemporaneo apporto di vitamina C naturale.
Siccome tale apporto è alto nei consumatori di frutta e verdura, ecco spiegato il motivo per cui è difficile trovare carenze di ferro tra i vegani, ed è addirittura impossibile riscontrarla tra i vegani crudisti.

Il più veloce assorbimento del ferro-eme rispetto al ferro non-eme è stato presentato per anni come carta vincente dei carnivori e degli onnivori contro i vegetariani, come prova della superiorità delle cosiddette proteine nobili.
Ma le bugie hanno le gambe corte.

L’assorbimento salubre del minerale dev’essere necessariamente lento e progressivo

Oggi sappiamo esattamente come stanno le cose.
Sappiamo che quell’assorbimento veloce rappresenta un’irregolarità patologica e non un vantaggio per l’organismo.
Col ferro non-eme dei vegetali crudi non accade alcuno stravolgimento interno ed il corpo ha il tempo di estrarre ed assimilare davvero quello che più gli serve e gli aggrada.
La saggezza del corpo ha profonde implicazioni per la salute e la longevità.

Il contenuto in ferro dei principali alimenti crudi

Tutte le alghe seccate al naturale e consumate pure senza procedimenti di cottura, danno un contenuto straordinario, con quote di ferro intorno ai 150 mg su 100 grammi di prodotto edibile.
Vengono poi, tutti molto staccati, i semi di zucca (11.2), i semi di sesamo (10.5), i semi di girasole (7.1), il miglio (6.8), le mandorle (4.7), il riso nero (4.2), l’uvetta secca (3.5), le noci (3.1), il tarassaco (3.1), i datteri (3.0), la lattuga (2.0), le castagne (1.7), il crescione (1.7), il riso integrale (1.6), i broccoli-cavoli-cavolfiori (1.1), i cetrioli (1.1), gli asparagi (1.0), il riso bianco (0.8), la banana (0.7), la carota (0.7), i fichi (0.7), la patata (0.6), l’anguria (0.5), il pomodoro (0.5), la mela (0.3), i succhi d’arancia e di pompelmo (0.2).

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Quali sono le necessita' di vitamine del gruppo B?

Serve molta vitamina B2 o riboflavina, che si trova nel germe di grano, nel riso nero e in tutti i risi non sbramati, nei vari cereali integrali, nelle mandorle-noci-pinoli-pistacchi, nei funghi, nel tarassaco, nel crescione, nell’asparago, nei broccoli, nel sesamo.

La necessità di B3, B4, B8, B9 e B12

Serve molta vitamina B3 o niacina, ed anche vitamina B4 o adenina, e si trovano nelle stesse fonti citate per la B2, più nei datteri e nelle arachidi. Serve vitamina B8 o biotina, stesse fonti della B2 più bietole, arance, limoni, cavoli, semi di lino, di girasole, di zucca e di papavero.
La coppia B9 (folati, da foglia) e B12 accompagna armoniosamente il gruppo B, ogniqualvolta assumiamo verdure crude a foglia verde, frutta secca e legumi, e ogniqualvolta evitiamo guasti gastrointestinali. Tutte le vitamine del gruppo B hannpo forti tendenze sinergiche ed aggregative, per cui dove stanno la B1 e la B2 stanno pure tracce e quantitativi ottimali di tutte le altre.

L’intercambiabilità B9-B12 e l’imponderabilità della B12 ai minimi livelli

La B12 è tra l’altro difficile da percepire e rilevare in termini di peso ai minimi livelli, trattandosi più di aroma, che di materiale pesabile. In effetti, l’ideale per le persone sane e dal sangue fluido, nelle persone prive di patologie diabetiche, renali e intestinali, cioè per le persone rare e sane nella nostra società colesterolica e malaticcia, è di avere una B12 imponderabile, come stabilito dal creatore.
Chi ha la B12 elevata ha automaticamente il sangue addensato, anche se nessuno glielo dice.
L’intercambiabilità e la vicarietà reciproca tra B9 e B12 è provata dal fatto che in tutti i vegani crudisti la B12 sta sul livello 100, mentre la B9 (acido folico) sta oltre i 20 ng/ml (nanogrammi per ml), quando il range è da 3,0 a 16,1 ng/ml.

Gli stravolgimenti e le manipolazioni del corrotto ente FDA (Federal Drug Administration)

La quota ideale minima di vitamina B12 era stata indicata in 80 pg/ml dalla WHO, World Health Organization, ancora negli anni ’50.
Il range della B12, venne poi stravolto e manipolato negli anni ’70 dalle follie proteinomani della FDA, che introdusse il range alterato di 157-1059 pg/ml, picogrammi per millilitro di sangue, preso da campioni di persone americane ultracarnivore (prima carognata), e gonfiato a piacere rispetto alle quote WHO (seconda carognata)..

La stragrande maggioranza va dai medici a farsi misurare il sangue e torna a casa contenta quando la B12 è nel range, quando la B12 sta magari bella, sostanziosa e rassicurante in alto sulla scala, meglio se oltre i 200, senza mai capire la necessità di tenere la B12 alla quota ideale minima di 100 pg/ml.
Questa è diseducazione gravissima da parte del regime sanitario americano, seguito ciecamente dalle sanità colonizzate degli altri 200 e oltre paesi del mondo. Pertanto, la quota ideale di B12 è tra 80 e 100, e va comunque considerata sempre nell’ambito di un’armonizzazione generale degli altri valori, e mai da sola (considerazione valida per tutti i valori misurati strumentalmente).

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Vitamine sintetiche ed integratori

Vitamine sintetiche e minerali integrativi costituiscono l'accoppiata farmaceutica vincente, quella che tira di piu' a livello di massa, quella che spinge i profitti a livelli impensati. Sono farmaci e si comportano da farmaci. Poco importa se vengono definite 100% naturali sulle etichette. Non esistono alberi di pillole o confetti o caramelle vitaminizzate. Una volta rimosse ed isolate le vitamine perdono in ogni caso il proprio valore. Tutte le vitamine sintetiche sono dunque prive di reale efficienza e diventano tossiche nel corpo. Stimolano e creano dipendenza, incrementano il battito cardiaco e la temperatura corporea. Se ne riceve una sensazione di maggior forza-potenza-resistenza che vale solo temporaneamente e nel breve periodo, come succede con qualsiasi sostanza stimolante. In realta' si va ad intaccare il prezioso capitale enzimatico interno di cui ognuno di noi e' dotato fin dalla nascita, e si compromettono i nostri delicati equilibri interni prelevando vitamine vere, minerali buoni, ferro buono, zuccheri preziosi. Quindi, chi prende alte dosi di vitamina C per stimolare e incrementare la propria resistenza immunitaria in realta' segue una pratica sballata, poco importa se porta la firma doppio-Nobel di Linus Pauling.
Gli amanti delle compresse ignorano il fatto fondamentale che la vitamina C sintetica disturba ed infastidisce il pH del sangue, irrita e imbarazza lo stomaco, aumenta la produzione di acido ossalico e di acido urico, incoraggia la calcolosi biliare e renale, sovraccarica gli organi di ferro inutilizzabile e quindi velenoso, ruba calcio al corpo, e ha altri perversi effetti collaterali

In data 10/12/08 il Financial Time parte con un articolo di Clive Cookson da Londra, che riporta la notizia che noi igienisti-naturali aspettavamo da anni.
L’America rivela al mondo i risultati veraci, nudi e crudi, scioccanti e sconvolgenti, dei due maggiori esperimenti mondiali su vitamine sintetiche e integratori salino-minerali:

Esperimento 1: 35000 soggetti maschi di mezza età, durata 5 anni, suddivisi in 2 gruppi A e B.
Gruppo A sottoposto a dosi giornaliere di vitamine C ed E sintetiche più selenio inorganico come integratore salino, e Gruppo B sottoposto a dosi placebo di pillole apparentemente identiche, ma contenenti solo innocente mollica di pane.

Esperimento 2: 15000 soggetti maschi, tutti medici volontari, durata 8 anni, suddivisi in 2 gruppi A e B.
Gruppo A sottoposto a dosi giornaliere di vitamine C ed E sintetiche, e gruppo B sottoposto a dosi placebo di pillole colorate identiche alle precedenti ma contenenti solo innocente mollica di pane.

Ironia della sorte, o tiro mancino del destino, entrambi gli studi sono stati sovvenzionati con straordinari fondi della Pfizer e dei maggiori gruppi farmaceutici americani, con la dichiarata intenzione di confermare le prime menzognere indicazioni degli anni 90, le quali promettevano mari e monti agli ammalati di cancro e di altre malattie gravi.
Ebbene, e questa è la notizia scoop del secolo, i due esperimenti hanno rivelato, con estremo scorno delle industrie farmaceutiche, l’esatto contrario di quello che si proponevano di dimostrare.
I due esperimenti hanno provato infatti, in modo inconfutabile, che i minerali inorganici degli integratori, gli antiossidanti farmacologici, le vitamine sintetiche che stanno alla base dei tutte le scelleratezze mediche e dietologiche di questi ultimi venti anni, non solo non fanno da schermo protettivo contro il cancro alla prostata (che era poi l’argomento topico di partenza), contro il cancro più in generale, contro l’infarto e le malattie in genere, ma addirittura comportano un peggioramento consistente e progressivo delle varie situazioni patologiche, visto che i gruppi placebo utilizzati sono usciti dai due separati esperimenti in condizioni marcatamente migliori rispetto ai gruppi vitaminizzati e mineralizzati artificialmente.
Il commento del dr Jody Moffat, health specialist al Cancer Research Institute-UK, è che i supplementi non possono assolutamente sostituirsi a una dieta sana, e che alla fine diventano essi stessi fattore cancerogeno aggiuntivo.
Mangiare una dieta ad alto contenuto di frutta e verdura è il migliore modo, l’unico modo, per ottenere tutte le vitamine e i minerali di cui abbiamo bisogno.

Alimentazione naturale
Valdo Vaccaro
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Non esiste influenza ed ancor meno esiste il virus che la causa

Non esiste come mostro, come malattia, come problema reale, come concetto medico al pari di tante altre opinioni caratterizzanti la traballante e posticcia incastellatura sanitaria.
Non esiste l’influenza, e ancor meno esiste il virus che la causa, e non esiste il ceppo e i ceppi che la fanno variare di anno in anno. Esiste un fatto preciso, e cioè che la gente, almeno parte di essa, è viva e sana nonostante tutto, per cui il suo sistema immunitario reagisce agli insulti che l’organismo riceve oltre il livello di tolleranza massima.
Esiste cioè la goccia che fa traboccare il vaso per tanta gente nello stesso periodo. Quale sarebbe questa goccia malandrina?
Il concetto di tossiemia, ossia del livello di tolleranza tossine nel sangue è un principio elaborato dal dr John Tilden, medico-igienista e colonna ideologica della ANHS (American Natural Hygiene Society).
Esiste nel nostro sangue una certa sopportazione ai veleni ed alle tossine acidificanti, che varia da persona a persona, da una stagione all’altra.
Quando questo limite viene superato, scatta il meccanismo della malattia e della febbre, in quanto il sistema immunitario viene chiamato in causa e interviene per una espulsione di tali tossine dal sistema, mediante una malattia chiamata in genere influenza.

La corresponsabilità dell’indebolimento stagionale

L’indebolimento stagionale è dovuto al cambio climatico, alla mancanza di vitamina D nelle ossa (per carenza di sole), all’incremento di cibi iperproteici ed acidificanti, cotti, grassi e salati, ai farmaci ed agli integratori che la gente prende, all’estrema penuria di vitamina C naturale.
L’indebolimento stagionale è imputabile ai cachi che restano sugli alberi come bandiera e simbolo della imbecillità umana, e che fanno cantare però di giubilo i tordi e i merli, increduli di poter usufruire di tanto ben di Dio che li ripara da ogni influenza stagionale nonostante siano senza maglie e senza riscaldamento, e che li ripara pure dalla suina, dall’AIDS e dal Papilloma, nonostante siano senza mascherine e senza profilattici.

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I batteri ed i virus non causano le malattie, ma le accompagnano soltanto

1) I batteri non causano le malattie, ma solo le accompagnano, al fine utile ed indispensabile di consumare l’eccesso di tossine, i residui dei cibi non assimilati, i detriti cellulari o virus non metabolizzati e non eliminati con prontezza e regolarità, diradandosi immancabilmente da soli non appena il materiale da banchettare è in via di esaurimento.
Le prove? Smetti di mangiare, o fai un digiuno, è ovvio senza alcun antibiotico, e i batteri scompaiono. Se avessero ragione i monatti, il loro Nobel Luc Montagnier, e il loro futuro Nobel Robert Gallo, quei batteri si moltiplicherebbero all’infinito e ci divorerebbero persino le orecchie.

2) I virus derivano da una precisa fonte, e cioè dai nostri 75000 miliardi di cellule che morendo a getto continuo, rilasciano un flusso di diverse centinaia di miliardi al giorno di cellule spente e cadaverizzate, disintegrate una per una dai rispettivi becchini cellulari detti lisozomi. I virus non sono assolutamente vivi e non si moltiplicano, non mangiano, non pensano, non progettano, non codificano, non fanno i parassiti, non fanno scherzi da prete o da frate ma, nella peggiore delle ipotesi, si accumulano impropriamente sui condotti in occasione delle nostre ripetute crisi intasanti e costipanti che sono le uniche e vere cause di malattia, assieme agli stress di ordine emotivo che ci auto-procuriamo comportandoci da sgozza-animali e consuma-carogne, ed assieme alle porcherie farmaceutiche che assumiamo per scongiurare le toxiemie interne e le depressioni che ne derivano.

In altre parole i batteri sono i nostri indispensabili soci e collaboratori in affari, mentre i virus sono addirittura i nostri figli cellulari, che ci abbandonano per far posto a quelli che li vanno a sostituire nel normale processo chiamato metabolismo, fatto di crescita e sviluppo, ma anche di decadenza e di decomposizione, che prendono la forma di detriti cellulari o virus endogeni di nostra appartenenza.
Se ci alimentiamo con i resti del maiale, del capretto, del coniglio,del pollo, del manzo e del tonno, andiamo pure ad intasarci di virus esogeni delle povere persone quadrupedi, pelose, pennute e squamate, che abbiamo cannibalizzato indegnamente.
Pure esse avevano un sistema cellulare che stava in fase di metabolismo attivo nel mentre venivano spaventate ed assassinate, per cui i rispettivi detriti cellulari non hanno fatto in tempo a trovare la via espulsiva, rimanendo nel sangue, nei liquidi organici e nei tessuti di tali disgraziate salme.
Il morbillo, per esempio, non è per niente contagioso. Se prendiamo dei bimbi svezzati ed allevati in modo corretto, cioè igienicamente senza latticini e omogeneizzati, e li piazziamo in mezzo a bimbi infetti (che in realtà non sono infetti ma solo intossicati), non succede nulla e non si ammalano di morbillo.
Tutte le malattie che producono essudati purulenti, incluso tutte le forme di herpes labiali o genitali, di Herpes Zoster e malattie infantili contagiose, non sono altro che azioni ripulitrici del corpo stesso, ovvero autentiche crisi eliminative, manovrate in modo impeccabile dal sistema immunitario, cioè dal più implacabile accusatore e nemico delle cure mediche.

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Quali sono le cause del diabete? Come si cura?

Diabete 1 e 2, diversi nelle origini ma simili nei sintomi e nella risoluzione

Diabete 1 e 2 si differenzano enormemente, pur avendo in comune la sintomatologia degli zuccheri nel sangue. Il primo trova le sue origini nel pancreas, nell’insulina e nel sangue. Il secondo trova le sue origini nel fegato. Abbastanza simili comunque le contromisure nutrizionali per entrambi i casi.

Il diabete uno che coinvolge pancreas, sangue ed insulina

Nel diabete 1 si ha il noto sintomo dell’aumento del tasso di glucosio nel sangue, considerato dalla medicina come una malattia, anziché come un logico ed inevitabile sintomo aggiustativo di altra malattia a monte, di nome carnelattismo, sangue denso, stitichezza, drammi digestivi e drammi gastrointestinali con acidificazioni e putrefazioni a getto continuo.
Il pancreas secerne meno insulina non perché sta dando i numeri, ma perché è dotato di intelligenza sinergica. Ha capito che il sangue, avvelenato da dieta iperproteica e da vaccinazioni sballanti, è troppo denso e troppo-tartaruga, e che secernere insulina non serve a niente in quanto l’insulina non arriva in tempo nei punti di crisi glicemica.

Le soluzioni mediche al limite della farsa

La medicina a questo punto che fa? Va a bloccare il sintomo della glicosuria senza nemmeno chiedersi del perché c’è dello zucchero nelle urine.
Ecco che si procede alle iniezioni di insulina e di farmaci di contorno, operazioni che provocano notoriamente danni, infiammazioni, ulcerazioni e cancro alla vescica.
Poco male. Anzi niente male. C’è una colossale rendita garantita da decenni a questa parte per le aziende farmaceutiche, e nessuno ha interesse a cambiare di una virgola lo status quo.
Senza contare che le iniezioni di insulina creano le premesse per atrofizzare le beta-cellule delle Isole di Lagerhans, compromettendo o distruggendo in pratica le capacità insuliniche del pancreas.

Il diabete due che coinvolge il fegato

Nel diabete 2 pancreas e insulina non c’entrano per niente.
La vera causa scatenante sta nel nostro fegato vegano e nella sua scarsissima capacità di metabolizzare i grassi animali che finiscono così nel sangue creando immani disastri e depositandosi nei capillari a ridosso delle cellule e dei vasi linfatici. I capillari, intasati di grasso, impediscono il passaggio delle molecole di glucosio dal sangue alle cellule (le quali vanno in stato di starvation o fame).
A quel punto, vista la mal parata, il pancreas riduce giustamente la sua attività producendo meno insulina, per cui aumenta il glucosio nel sangue e si crea anche glicosuria nelle urine.
Il pancreas non è altro che un supercarburatore dotato di sensori e di collegamenti col direttore d’orchestra chiamato ipotalamo.
Va dunque a frenare la sua insulina a fin di bene, in quanto lavora in sinergia con le cellule affamate.
Il suo tirarsi indietro, o addirittura il suo secernere glucagone (anti-insulina), rende il sangue più zuccherino ancora, e quindi più adatto a trovare un pertugio verso le cellule messe in sofferenza alimentare dall’imbecillità umana del latte-ovo-pesce-carnivorismo.

Come si cura?

Se pensiamo che in pochi mesi (3 mesi, massimo 12), con niente altro se non una semplice dieta crudista e vegana, si guarisce completamente da ogni forma di diabete, è demenziale che nel 2011 milioni di persone continuino nel mondo a soffrire le pene dell’inferno per colpa di una ganga sanitaria mondiale retrogada, obsoleta, letargica, antidemocratica, venale e collusa.
Per guarire dal diabete, per regolarizzare il peso, per riguadagnare la salute, non ci sono segreti e non ci sono impedimenti, se non quelli creati dall’ignoranza e dalla corruzione delle umane istituzioni.
Serve un regime rigorosamente umano, cioè rigorosamente vegano-crudista, ma vegano-crudista intelligente e non imbecille, non melaniano ed anti-aranciano, tanto per capirci.

Cosa fare di mattina

Di mattina presto molto consigliati sono gli agrumi, i succhi di arancia e di pompelmo che alcalinizzano, vitaminizzano, mineralizzano e regalano effetti diuretici e rinfrescanti, riabituando gradualmente l’intestino per chi ha qualche guasto interno. Oppure meloni e angurie. O, in alternativa, centrifugato di sedano-carote-rape-bietole-ananas-zenzero-patate.
A metà mattina frutta dolce di stagione in abbondanza, in particolare mele e fragole, fichi e fichi d’India, pesche e uva.

Cosa fare a pranzo

A pranzo insalata cruda e avocado, olive senza sale, germogli, crema vegetale cotta poco o meglio ancora gaspacho di verdure crude e crocchette di pane integrale, tegoline, fave fresche e fagioli freschi, cereali tipo riso nero, sesamo, quinoa, miglio, avena, completando alla fine con nocciole, noci, pinoli, anacardi, noci brasiliane.

Cosa fare a merenda e a cena

A metà pomeriggio mele o pere o ananas, seguite nel tardo pomeriggio da melograno, fico d’India o frutti di bosco.
A cena come a pranzo (alternando e diversificando opportunamente).

Nella fase iniziale di riappropriazione del diritto alla frutta, sarà meglio puntare ai frutti più acidognoli e succosi, lasciando fuori la frutta dolce nella sola versione secca, tipo uvetta, prugne, albicocche, fichi, datteri. Datteri freschi, fichi freschi, susine, e uva presa dai tralci, vanno invece benissimo.
Un po’ di prudenza e di limiti con le banane e coi cachi.
La frutta ha la grande qualità di entrare nel regime dietetico come alimento equilibrato e completo, portando freschezza e vitamine vere, e soprattutto il cibo più importante dell’umanità, che nessun medico, nessun dietologo, nessun pediatra ha mai citato nella sua bocca stracolma di puzzolente schifezza B12.
Intendo quel vero e unico carburante approvato senza riserve dal Dio creatore e dal nostro organismo, che si chiama acqua biologica strutturata, ovvero succo zuccherino appena spremuto.
L’unico equilibrio valido e significativo è quello derivante da un sangue fluido e scorrevole, alcalino al punto giusto.

Oltre alla dieta serve qualcos’altro

In aggiunta alla dieta, serve assolutamente imparare a respirare in modo profondo, ritmato, efficiente.
Se non comprendiamo che l’aria immessa deve essere massimizzata, e quella emessa deve pure andar fuori del tutto, dopo un trattenimento, secondo gli ottimi schemi yoga, è inutile che stiamo a centellinare sul fruttosio, sul sale e sulla proteina.
Ogni raggio di sole che ci sfugge è una grossa perdita.
Ogni camminata persa è un’occasione sciupata.
Ogni spiritualità decapitata, ogni sensualità schivata, ogni sottoutilizzo dei nostri poteri e delle nostre facoltà è un insulto alla Natura che ci ha fornito determinati organi, ghiandole e antenne.
Ogni sorriso, ogni semplice carezza non data a chi la merita, e persino a chi non la merita, è una occasione perduta.
Ogni occasione rimandata, per ridere delle nostre piccolezze, è deficienza.

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Qual'e' la causa principale dell'osteoporosi?

Sappiamo che, ad ogni mangiata sbagliata, ad ogni proteina inopportuna contenuta nella carne e nel latte ingeriti, ad ogni carburante difettoso e problematico che andiamo a versare nel nostro sistema, parte un processo acidificante che il sistema immunitario è costretto a stoppare immediatamente mediante l’uso di un adeguato tampone alcalino (soprattutto calcio organico, ma anche sodio e magnesio organici, che sono tutti minerali alcalini).
Più grave l’acidificazione e più calcio organico serve (il calcio contenuto nel cibo ingerito, nel latte ingerito, a nulla serve, essendo stato reso inorganico dalle lavorazioni e dalla bollitura).
L’intervento immunitario è istantaneo ed urgente, poiché un’acidificazione non immediatamente stoppata e corretta significherebbe morte sicura, per blocco immediato di tutte le operazioni e gli interscambi elettromagnetici che avvengono in continuazione nel sistema cellulare e nel corpo.
Ecco dunque le continue emergenze, i ripetuti prelevamenti di osseina dalle ossa, e la conseguente osteoporosi di cui sono classiche vittime i consumatori di latte e latticini, come dimostrano chiaramente le precise statistiche mondiali che vedono non a caso ai primi posti dell’osteoporosi, del diabete e del cancro, proprio i paesi a più alto tasso di consumo di latte e di carne.

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Come si spiegano le malattie esantematiche?

Le febbri eruttive o esantemiche (dal greco exanthema = efflorescenza) non sono per niente contagiose ma indicano stati patologici ultradiffusi in un determinato ambito sociale e in un determinato momento, dovuti a stili di vita comuni e condivisi.
Le febbri eruttive non sono più contagiose del mal di testa che si sviluppa simultaneamente in un gruppo di persone chiuse in una stanza in carenza di ricambio d’aria, o del mal di pancia che prende un gruppo di bambini che hanno consumato del gelato guasto.
Non sono altro che stati infiammatori accompagnati da eruzioni cutanee e da eruzioni della mucosa.
Appartengono a questa categoria la scarlattina, il morbillo, la rosolia, il tifo, il tifo petecchiale, l’herpes, le pesti bubboniche, le mononucleosi.
Le epidemie scoppiano sempre tra persone che hanno le stesse abitudini alimentari e comportamentali, e che sono sottoposte agli stessi stress di tipo climatico. Esiste sicuramente anche il discorso dell'effetto grilletto, dell'effetto scatenante che coinvolge chi è già saturo di tossine e di enervazione, chi è cioè pronto o maturo a sviluppare la sua crisi detossificante.
Chiaro che, con la crisi eliminativa da morbillo, vanno fuori determinati veleni tipici di quella età, di quella alimentazione (latte e omogeneizzati) e di quei trattamenti pediatrici (vaccinazioni). Anche i detriti cellulari (chiamati impropriamente virus) hanno caratteristiche particolari e diverse, rispetto ai detriti (virus) di una persona adulta.
Quando uno è pronto a sviluppare una crisi detossificante, si chiami morbillo o varicella o altro, basta poco per farlo convogliare in quella direzione. Non per fargli prendere tale malattia da un altro, come inteso e preteso dalla medicina, ma piuttosto per svilupparla al suo interno dove già l’aveva accumulata.
Per un bimbo già indebolito, stare con dei bambini malati e indeboliti quanto lui porta evidentemente a ulteriore indebolimento, magari di tipo elettromagnetico e vibrazionale.
Come stare a contatto col tronco di un albero rilassa e fa elettromagneticamente bene, così stare vicino a una persona debole-sfiancata-demoralizzata ti fa scaricare ulteriormente le batterie.
Un contatto di questo tipo, senza coinvolgere mezzi contagiosi di tipo microbico, può diventare fattore scatenante, ovvero goccia che fa traboccare un vaso già pieno.
Infine le malattie di gioventù non si ripetono piu' perché cambia la situazione interna. Un adulto è dotato di diversa struttura, e anche di diverse abitudini alimentari e comportamentali rispetto a un infante. Che poi la reattività immunitaria di un bambino sia più alta rispetto all’adulto è cosa nota. La febbre alta è del tutto normale per i piccoli, ma diventa rarità negli adulti.

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Quali sostanze vengono messe sotto accusa dai ricercatori?

I ricercatori indipendenti dei centri oncologici sanno molte cose solo che gli impediscono di parlare; pero' qualcosa trapela. Cosa mettono sotto accusa?

1) Aldeide malonica, sostanza cancerogena che si moltiplica con la cottura e causa cancro intestinale.
2) Acreolina, da cottura dei grassi. Ultratossica per il fegato.
3) Adrenalina, dal terrore animale, che si propaga per le vie ultrapercettive del corpo etereo umano. E' una delle più potenti endorfine prodotte dagli organismi viventi ed è una sostanza neurotrasmettitrice che stimola l'aggressività.
4) L'urochinasi che rende più faticoso il lavoro dei reni e puo' mettere seriamente in pericolo la loro funzione. Se delle cellule vengono poste in una soluzione di urochinasi, la loro funzione metabolica degenera. E' un micidiale distruttore cellulare.
5) Dietil-silbestrolo. Causatore specifico di cancro all'apparato genitale femminile.
6) L'acido apocolico e il trimetil-colantrene, potenti cancerogeni derivanti dagli acidi biliari colico e desossicolico. Benzopirene, causata dalla cottura alla griglia.
7) Beta-glicoronidasi e l’alfa-deidrossilasi, enzimi cancerogeni creati da batteri anaerobici intestinali.
8) Coprosterolo. Sterolo cancerogeno da carne e pesce.
9) Etil e metil-mercaptani. Da cisteina e metionina.
10) Cadaverina. Da lisina.
11) Scaptolo e indolo. Da triptofano.
12) Putrescina, agmatina, tiroxina, fenolo, metano, ammoniaca, biossido di carbonio, solfuro di idrogeno, alcol e acido acetico.
13) Albumina, fibrina, gelatina, brodo di carne (ha causato la moria dei cani in Cina).
14) Purine, sostanze azotate che sviluppano gli acidi urici nel sangue, specie il pesce. Nitriti, nitrati, nitrosammine, le aflatossine (tipiche dei salumi).
15) 2000 sostanze chimiche proibite a catalogo (bacillus enteridis, bacillus suipestifer, bacillus clostridium, bacillus streptococcus bovis, prione della mucca pazza, bacillo del tifo e del paratifo), nonché farmaci, pesticidi, ormoni, antibiotici, e quanto altro si ritrova in quel materiale orribile chiamato carne.

La carne intasa le arterie, ostruisce la cistifellea, appesantisce e ipertrofizza il fegato e il pancreas, demineralizza le ossa, acidifica il sangue, accelera il cuore e l'orologio biologico, diffonde tumori e cancri, sballa il sistema endocrino, rende sgradevole l'odore personale e ruba spazio al cibo vero che e' la frutta.

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